Bollette, gli aumenti e i costi

Dal primo ottobre le tariffe dell’elettricità cresceranno del 2,6% e quelle del gas del 3,9% a causa dell’aumento della componente a copertura della spesa per le materie prime. L’obiettivo del Governo è ridurre sensibilmente il costo delle bollette per i cittadini e le imprese. Il ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli ha dichiarato che “il Mise, nell’ambito delle proprie competenze, da un lato si impegnerà a garantire che le somme disponibili in giacenza presso la Cassa servizi energetici ambientali siano utilizzate per le specifiche finalità” e “dall’altro a promuovere una serie di azioni finalizzate alla riduzione dei costi fissi delle bollette”. La giacenza dei fondi istituiti presso la Cassa servizi energetici e ambientali (CSEA), che sono amministrati da Arera e sui quali vigila il Mef, a fine 2019 dovrebbe attestarsi intorno ai 3 miliardi di euro. Fermo restando l’indipendenza del regolatore nel definire le tariffe il Governo potrebbe dare un’indicazione ad Arera sull’utilizzo di tali risorse al fine di rendere meno fluttuante anche l’andamento stagionale delle bollette. La politica per la transizione energetica su cui è impegnato il Governo porterà nel lungo termine ad un sistema energetico più virtuoso sotto il profilo dell’emissione di Co2, più sicuro per effetto della riduzione dei consumi, dell’aumento delle energie rinnovabili e della riduzione della dipendenza dalle fonti esteri e più stabili sotto il profilo di prezzi. Per questo, nella prossima legge di bilancio saranno introdotti due nuovi fondi di investimento affidati direttamente allo Stato e agli enti territoriali per un ammontare complessivo di circa 50 miliardi su un orizzonte pluriennale. Con queste risorse potranno essere attivati progetti di rigenerazione urbana, di riconversione energetica e di incentivazione all’uso di fonti rinnovabili.

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